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Le celebrazioni esplosero con il timbro della gioia, quasi a voler dimenticare i giorni trascorsi nella trepidazione e nell'angoscia. Una novena predispose gli animi dei Vallaltesi. La statua della Madonna di Altino era stata trasportata in parrocchia. La chiesa era sempre affollata. La solenne processione della vigilia poté a stento svolgersi per le vie del paese tanto fu l'afflusso di gente.

Ritorno al SantuarioRitorno al Santuario

E' fin troppo facile immaginare quale tripudio di inni, di fiori e di canti. Le cronache di quelle giornate ci descrivono scene tipiche dell'esultanza del popolo: concerti di campane, bande musicali, fiammeggiare di fuochi sui pendii del monte, scintillii di luci e geometrie colorate degli spettacoli pirotecnici. Non una casa che fosse al buio, non una facciata che non luccicasse.


Il sospirato giorno dell'incoronazione venne così riportato da "L'Eco di Bergamo":
"In Vall'Alta si notava un movimento straordinario. I pellegrini, da paesi vicini e lontani, vi affluivano a torme, a frotte, a drappelli, e fu un momento indicibile quando dalla bella parrocchiale, tutta parata con proprietà ed eleganza signorile, fu levata la taumaturga immagine della Madonna per essere riportata al suo Santuario. Parve che al popolo piangente di vedersela allontanare Ella sorridesse di un più celestial sorriso, benedicendo...

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Precedevano numerose Confraternite e Associazioni con bandiere spiegate, e dietro la statua taumaturga venivano gli Ecc.mi Vescovi di Cremona in carrozzella, di Bergamo e di Lodi a cavallo, i R.mi Canonici e prelati nelle loro divise. Uno strano scintillio di colori su sfondo verde, uno splendore. A certi punti della via e su al Santuario si potevano leggere brevi ed eleganti iscrizioni dettate dal can. prof. Zambetti, a cui si deve anche un bell'Inno alla Madonna di Altino musicato dal M. Dentella"

SantuarioSantuario
Arrivo all'arcoArrivo all'arco

Quando il corteo giunse sul monte, all'arco di ingresso, una folla incredibile già occupava da ore i boschi e i prati vicini. Il rito si svolse sotto un padiglione allestito davanti al Santuario.

Al termine della messa, il momento più atteso. Mons. Merelli sale le scale per imporre la corona alla Madonna. Silenzio profondo: è l'epilogo di desideri cinque volte secolari, ed ecco sul capo di Maria l'aureo diadema scintillare ai raggi del sole. Esplode un urlo, un grido potente: "Viva Maria".

Il parroco, il rettore del Santuario, la fabbriceria "con solenne e pubblico giuramento dichiarano e promettono per sé e successori che conserveranno la preziosa corona sempre sul capo dell'Effigie della B.V. del Monte Altino, interpreti sicuri anche del pio e universale desiderio dei devoti fedeli che con le loro oblazioni concorsero a favorire i mezzi per lo straordinario avvenimento".

Il popolo di Vall'Alta scriveva una delle pagine più belle ed emozionanti della sua storia.