" . . . . L'unica innovazione di un certo rilievo - a parte la cantoria posta sopra la porta centrale e poi demolita nel '30 per il prolungamento della navata principale - risale al 1846, quando si mutò l'altare.
Fu il vescovo Speranza a suggerire al parroco don Pietro Tiraboschi la trasformazione: si levarono i bei lavori in marmo nero e si formò un'ampia cornice di stucchi dorati attorno alla grande nicchia che avrebbe accolto la scena dell'apparizione.
Fu don Salvi - rettore dell'istituto Botta di Bergamo - ad offrirsi, per far scolpire il gruppo statuario che noi oggi ammiriamo. E qui, il Locatelli, a conclusione di una garbata polemica ci rivela un retroscena; "Quinto foglia, i figli, il terreno furono fatti appositamente e, non c'è che dire, sono riusciti bene; per il personaggio principale, la Madonna, si adattò alla meglio una statua già pronta". Ma l'epoca delle grandi trasformazioni di Altino doveva cominciare nel 1898 con la nomina a parroco di Vall'Alta di don Lorenzo Cavagna. L'opera di don Cavagna è ricordata ancora oggi con una frase: "Resurrezione del Santuario". Nel giro di 15 anni, l'antico Oratorio subì mutamenti che spianarono poi la strada al rifacimento degli anni '30 ... "
Nei primi anni del 1900, vennero realizzati nuovi importanti lavori per il Santuario. Nel 1904 oltre al progetto per l'innalzamento del campanile, venne realizzato uno "schizzo prospettico" per l'ampliamento del Santuario realizzato dall'ing. L.Angelini. Nel seminterrato era prevista la creazione della cancelleria e di un ripostiglio. Nel 1906 il campanile fu ricostruito secondo il progetto e venne dotato di un nuovo orologio oltre che da un nuovo concerto di 5 campane. Nel Santuario venne realizzata nel portico di destra una stanza utilizzata come cancelleria, mentre all'interno si ritoccò la decorazione pittorica e venne rifatto l'altare.
Sempre in questi anni venne spostato anche l'arco che si trovava al termine della scalinata che giunge alla porta del Santuario. L'arco fu smontato tutto e ricostruito pietra su pietra alla fine della strada che da Vall'Alta giunge al Santuario.
